La storia della Casa d'aste
STADION nasce nel 1990 da un’idea di Furio Princivalli, antiquario triestino con una passione genetica per i dipinti del XIX e XX secolo, soprattutto di area mitteleuropea, e di Franco Deboni, architetto ed esperto di vetri di Murano, sui quali ha pubblicato numerosi libri.
L’incontro di queste due personalità così brillanti e diverse, capaci di gestire i vari settori armonizzandoli ed integrandoli fra di loro, dà vita ad alcune memorabili aste, a cui la stampa riserva un lusinghiero risalto: gli acquerelli di Hitler, le lettere di Napoleone, gli orologi di re Farouk e le bellissime collezioni di vetri di Murano, presentate al Grand Hotel de Milan.
Deboni lascia la società nel 1996, e ormai Stadion è conosciuta a livello internazionale. Numerose sono le occasioni in cui il suo nome viene legato a vendite di gran richiamo: nel 1997 è la volta dell’asta del castello di Duino, proprietà del Principe della Torre e Tasso, che porta a Trieste collezionisti da tutt’Europa e da oltreoceano. Poco più tardi vengono dispersi gli arredi della bella villa neoclassica dei Bazzoni e si susseguono le vendite specializzate in dipinti di area austroungarica, che continuano a riscuotere sempre maggior successo. Negli anni seguenti è la volta degli interni della bella villa Deciani, adagiata sulle colline friulane, e delle proprietà Casali e Cogolo. Stadion firma anche la vendita degli arredi della Tripcovich, storica società triestina di navigazione.
L’afflusso delle collezioni e dei nuclei ereditari è ormai costante. Le aste sono seguite, grazie al catalogo on line, da collezionisti italiani ed europei, spesso anche americani. Si può ben dire che, in pochi anni, Stadion sia diventata la casa d’aste di riferimento per il Nord Est.