La storia della Casa d'aste

STADION nasce nel 1990 da un’idea di Furio Princivalli, antiquario triestino con una passione genetica per i dipinti del XIX e XX secolo, soprattutto di area mitteleuropea, e di Franco Deboni, architetto ed esperto di vetri di Murano.

L’incontro di queste due personalità dà vita ad alcune memorabili aste, a cui la stampa riserva un lusinghiero risalto: gli acquerelli di Hitler, le lettere di Napoleone, gli orologi di re Farouk e le bellissime collezioni di vetri di Murano, presentate al Grand Hotel de Milan.

Deboni lascia la società nel 1996 e nel 1997 è la volta dell’asta del castello di Duino, proprietà del Principe della Torre e Tasso, che porta a Trieste collezionisti da tutt’Europa e da oltreoceano. Poco più tardi vengono dispersi gli arredi della bella villa neoclassica dei Bazzoni.

Negli anni seguenti è la volta degli interni della bella villa Deciani, adagiata sulle colline friulane, e delle proprietà Casali e Cogolo. Stadion firma anche la vendita degli arredi della Tripcovich, storica società triestina di navigazione.

Nel 2008 la STADION si trasferisce nella nuova sede di riva Tommaso Gulli 10, dove sempre aperto è visitabile uno showroom con vendita diretta. Le aste vengono battute dalla figlia Giulia proveniente dalla scuola di Stephen Cristea già direttore della Sotheby’s di Montecarlo.

L’ultima performance è del 22 aprile 2014 dove è stato battuta una Venezia di Boldini per 150.000 €uro